PRESSAPOCHISMO ELETTORALE
L’edizione telematica di lunedì ventinove agosto del quotidiano Domani riporta, a firma Stefano Iannaccone, un articolo riguardante la guerra in Ucraina e la posizione dei vari partiti politici rispetto ad essa, dal punto di vsta dei loro programmi.
La tesi sostenuta dal pennivendolo è che il conflitto inter-imperialista in questione sembra essere acqua passata per tutti, visto che, a suo dire, esso è sparito dalle agende che in campagna elettorale sono utilizzate per carpire la buona fede dei votanti.
Non è così, e basta davvero poco per scoprirlo, poiché è sufficiente dare un’occhiata a quanto scritto sui documenti ufficiali degli stessi: certamente, però, bisogna fare la fatica, ed avere la pazienza, di andare a cercare i capitoli dedicati alla questione.

Ad esempio, il primo punto delle proposte di Italia Sovrana e Popolare recita: «fuori l’Italia da NATO, UE, Euro, Oms. Stop all’invio di armi al regime ucraino e basta guerra e sanzioni alla Russia, ricostruzione dei rapporti diplomatici».
Nel papello di Unione Popolare, al paragrrafo due del capitolo tre, si legge: «sviluppare un forte impegno diplomatico per la pace in Ucraina e per la distensione nel conflitto tra Cina e Stati Uniti. Uscire dalla coalizione in guerra nel cuore dell’Europa e lavorare per la neutralità dell’Ucraina. Per un’Europa unita nelle sue diversità, dal Portogallo alla Russia, contro ogn inuova guerra fredda».
Persino nel quaderno delle intenzioni dell’Alleanza Verdi Sinistra, la foglia di fico della coalizione a guida sedicente democratica, si legge, al capitolo dodici, la seguente aalisi: «l’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina è l’atto più violento e drammatico e potenzialmente stravolgente di questa fase storica».
Da questo si fa discendere che «per uscire dalla logica di questa “guerra mondiale” di fatto permanente, se pur articolata in forme e luoghi diversi, è necessario rilanciare con ogni sforzo la via diplomatica, la strada e il metodo della trattativa a oltranza, la cui premessa indispensabile è un “cessate il fuoco” generale, per trovare i punti di accordo e di compromesso che evitino un’ulteriore escalation militare e pongano le basi per un nuovo, duraturo e condiviso equilibrio nell’intera regione».
Insomma: ci vuole della fantasia per sostenere, come fa lo Iannaccone, che «la campagna elettorale ha messo da parte la guerra in Ucraina… Ci si sofferma solo sulle conseguenze per l’Italia: i rincari della bolletta energetica, e più in generale l’aumento dei costi delle materie prime. Anche il tema dell’invio delle armi a Kiev è praticamente sparito».
Bosio (Al), 10 settembre 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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